A volte, l’aria di casa e quella dell’ufficio nascondono insidie insospettabili: voc, solventi, formaldeide e particolato. Nulla da invidiare, purtroppo, all’aria di città. Ecco come difendersi, tra piante antismog e scelte intelligenti.

Tra le mura domestiche, come nelle auto e in ufficio, si possono concentrare sostanze indesiderate. Il pericolo proviene da polveri e sostanze volatili – come i Voc, composti organici volatili nocivi – presenti nei mobili, nelle tende e nei tappeti, nelle tempere utilizzate per imbiancare i muri, persino nei detersivi riposti sotto il lavello. Secondo i ricercatori, a provocare danni non è tanto la concentrazione elevata di queste sostanze, quanto la loro presenza prolungata, diffusa e costante tra le quattro mura. Le regole base sono le più semplici, non fumare in casa (dopo pochi minuti dalle prime boccate, in una stanza da 30 mq si registra un incremento delle polveri fini, con un picco di oltre 5.300 µg/m3, rappresentato in massima parte da PM2,5), arieggiare gli ambienti aprendo le finestre almeno un paio di volte al giorno, mantenere l’umidità tra il 40 e il 60%.

PIANTE ANTISMOG

Un aiuto efficace per ripulire l’aria che respiriamo arriva dalle piante d’appartamento. Contro il tricoetilene emesso dalle fotocopiatrici e dalle stampanti, ad esempio, è utile non farsi mancare una pianta di dracena, che agisce come carta assorbente nei confronti di queste sostanze. La presenza di un ficus, invece, è utile per assorbire i veleni da sigaretta. Ma le proprietà filtranti benefiche sono in tantissime piante: crisantemo, filodendro e rafia agiscono contro le esalazioni di ammoniaca; bambù, dracena, gerbera, margherita, potus, spatifillo contro il benzene; il cactus messicano contrasta i campi elettromagnetici, mentre aloe, dracena, felce, ficus benjamina, filodendro, gerbera, potus e sansevieria sono attive nei confronti della temuta formaldeide. Al monossido di carbonio ci pensano falangio, filodendro, gerbera, margherita, palma nana, potus, spatifillo e sansevieria.

SCEGLIERE BENE IL LEGNO

Il truciolare emana formaldeide, utilizzata nel trattamento dei trucioli del legno, nel collante per legarli e per il rivestimento di laminato. Questa sostanza, già a temperatura ambiente, libera vapori che ad alta concentrazione sono irritanti per le mucose e sensibilizzanti per l’epidermide. Lo fa lentamente, nei mesi o addirittura negli anni. Per mobili, giocattoli e pannelli di rivestimento meglio scegliere legno massello da foreste a gestione sostenibile (Fsc e Pefc) o tamburato, che ne sono privi, meglio se in classe FF (formaldehyde free), chiedendo la garanzia all’atto dell’acquisto. Anche il legno massello, se di provenienza non ecologica, può nascondere veleni. All’atto del disboscamento, i tronchi spesso vengono trattati con fungicidi estremamente tossici, per evitare che si sfaldino durante i mesi di deposito, prima di essere inviati alle segherie. Per fortuna, cominciano a essere disponibili anche pannelli di truciolare senza formaldeide. Ricorrere a mobili vecchi e antichi è una malizia in più: già dopo due anni hanno avuto il tempo di rilasciare gran parte delle loro sostanze nocive.

VERNICI E COLLE

Mastici e colle sono gomme o resine sciolte in solventi; sostanze come toluene, xilene, pentano, nitropropano, benzene e stirene servono a far indurire la colla ma evaporando spargono nell’aria idrocarburi. Per quanto riguarda le vernici, è meglio preferire quelle ecosostenibili, che non rilasciano negli ambienti componenti volatili. Nei negozi specializzati e in quelli di bioedilizia si trovano facilmente prodotti ottenuti da materie prime vegetali e minerali prive di derivati del petrolio. Una nota di demerito a sé merita l’acquaragia, solvente che non solo inquina mari e fiumi, ma provenendo dal petrolio nuoce anche alla salute; in commercio si trova un sostituto efficace a base di terpeni, preparato con le bucce d’arancia.

PRODOTTI PER LA CASA

Sgrassanti, detergenti, anticalcare e comuni prodotti per la pulizia della casa e per fare il bucato contengono spesso sostanze indesiderabili. Sono segnalati con i simboli quadrati arancioni presenti sulle confezioni: “tossico T” “nocivo Xn”, “corrosivo C”, “irritante Xi”, “pericoloso per l’ambiente”, ecc. Anche dopo il risciacquo, è possibile che ne rimangano residui, che vanno a inquinare l’aria di casa, e anche l’acqua. Infatti, le saponette per wc sprigionano cloro, acido cloridrico e benzene. Meglio affidarsi ai tanti prodotti ecologici, reperibili non solo nei negozi bio ma anche nei grandi supermercati. Per chi ama il fai da te, inoltre, è possibile optare per le alternative naturali: acido citrico (succo di limone) come sgrassante, aceto di vino bianco come anticalcare e ammorbidente per la lavatrice, bicarbonato di sodio per disincrostare, oli essenziali per disinfettare e profumare la casa. Alcuni studi indicano la formaldeide come uno dei principali responsabili di allergie e irritazioni, e alcuni deodoranti per ambienti se contengono terpeni, combinandosi con l’ozono presente nell’aria, danno origine a formaldeide.

CONTRO GLI INSETTI

È più indicato apporre zanzariere alle finestre, abbellire il balcone con piante di geranio che respingono gli insetti e aiutarsi con gli oli essenziali di citronella, eucalipto e lavanda. Così si può evitare di usare trappoline antizanzare che emettono particelle dannose per l’ambiente e per la salute.

TESSUTI

Tende, tappeti, moquette e biancheria possono facilmente essere costituiti da fibre sintetiche e trattate con coloranti e fissanti chimici. Anche la formaldeide, impregnante utilizzato come conservante e battericida, è veicolata dai tessuti. Via libera, allora, a tutte le fibre naturali, non trattate chimicamente e tinte con pigmenti naturali, come il cotone bio, il lino, la canapa, il cocco, il bambù. In tema di tende, vale la pena tenere presente che anche quelle da doccia in vinile possono contenere o emanare sostanze nocive e pertanto sarebbe meglio pensare di sostituirle con un box doccia di più ecologico vetro.